PRELIEVO DEI VILLI CORIALI

Il prelievo dei villi coriali consiste in un prelievo di tessuto placentare. Tale struttura deriva dallo stesso uovo fecondato che si differenzia in embrione, placenta e membrane. Il patrimonio genetico contenuto nelle cellule placentari è quindi identico a quello dell'embrione e può essere utilizzato per gli stessi scopi dell'amniocentesi.

Come si esegue : L'esame viene eseguito sotto controllo ecografico, per via transaddominale, e prevede che il sottile ago sia spinto lungo la placenta, parallelamente alle membrane per minimizzare il rischio di perforazioni, e quindi si aspirino i villi con un ripetuto movimento di va e vieni.

Con la tecnica particolare da noi adottata e sperimentata da più di 10 anni l'esame è pressocchè indolore e dura solamente pochi secondi (circa 20).

Altri operatori, per ridurre le difficoltà tecniche, utilizzano la tecnica del doppio ago (si infigge prima un ago più grosso attraverso il quale se ne fa passare un altro più sottile) che risulta evidentemente più traumatica ed invasiva e non è certamente necessaria.

Il materiale aspirato viene subito posto in una capsula sterile per valutarne la quantità e, qualora questa sia insufficiente, si procede ad una seconda aspirazione (eventualità rarissima).

Epoca di esecuzione : Il prelievo dei villi coriali trova largo impiego per la precocità della sua esecuzione, e ciò rappresenta evidentemente un grande vantaggio per la gestione del caso, soprattutto in presenza di patologie. Abitualmente viene effettuato a partire dalla 11° settimana di gestazione, ma può trovare la sua applicazione fino al termine della gravidanza. In rari casi la posizione della placenta rende possibile l'esecuzione dell'esame solo in epoca più tardiva (utero retroversoflesso).

Rischi della tecnica : Come per l'amniocentesi non esistono rischi materni. Per quanto riguarda il rischio di aborto correlato alla procedura, sulla base dei dati più recenti sembra attestarsi attorno allo 0,7-1%. Più tardivamente viene eseguita la villocentesi, minore sarà il rischio, infatti dopo le 12 settimane i rischi sono veramente bassissimi, probabilmente inferiori a quelli dell'amniocentesi. In realtà il prelievo dei villi coriali è senza dubbio una tecnica che richiede esperienza ed abilità maggiori rispetto all'amniocentesi, e ciò appare evidente se si considera l'enorme differenza nelle dimensioni nei due bersagli (placenta - liquido amniotico).

Quindi i risultati ed i rischi sono sensibilmente diversi a seconda dell'esperienza e della manualità dell'operatore. Noi eseguiamo il prelievo dei villi da più di 15 anni vantando una delle maggiori e migliori casistiche italiane.

Per quanto riguarda le sporadiche segnalazioni registrate in passato a proposito di possibili malformazioni fetali correlate alla procedura, bisogna chiarire che l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che tale pericolo non sussiste qualora l'esame venga eseguito da un operatore esperto dopo la 10° settimana di gestazione.

Indicazioni : Le indicazioni più frequenti sono l'analisi citogenetica e l'analisi del DNA fetale. Per quanto riguarda la prima indicazione, le tecniche di laboratorio oggi ci offrono un elevatissimo standard di sicurezza diagnostica e la necessità di procedere alla rivalutazione del cariotipo su liquido amniotico è pressocchè inesistente. Con il materiale prelevato si allestiscono due colture cellulari, la prima delle quali ci consente di avere, dopo soli tre giorni, un risultato preliminare che ha una attendibilità del 95%. A distanza di qualche altro giorno avremo il risultato definitivo, con un rischio di fallimento colturale inferiore all'1% e paragonabile, quindi, a quello dell'amniocentesi.

Per quanto riguarda l'analisi del DNA le principali indicazioni, come per l'amniocentesi, sono

Precauzioni : Come per tutte le procedure invasive l'utilizzo di antispastici, progesterone o tocolitici può essere indicato a partire dal giorno precedente il prelievo e fino a tre o quattro giorni dopo la sua esecuzione.

E' inoltre sconsigliato eseguire l'esame se sono in corso episodi febbrili o minacce d'aborto.

In caso di madre con emogruppo negativo è consigliata l'esecuzione dell'immunoprofilassi anti-D.